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L'attuale Farbanca fu costituita il 24 luglio 1997 a Bologna con la denominazione sociale di Federbanca e con un capitale iniziale di 15 miliardi di lire, per iniziativa di oltre 100 farmacisti, tra i quali alcuni esponenti di Associazioni di categoria, nonché di professionisti operanti da decenni nel settore della farmacia. Come socio bancario di riferimento era presente fin dalla costituzione la Cassa di Risparmio di Bologna con il 15%.

La Banca a luglio 1998 ricevette dalla Banca d'Italia l'autorizzazione ad operare come banca autonoma ed avviò l'operatività con la clientela il primo luglio 1999; in questa fase Carisbo forniva il sistema informativo bancario mentre Farbanca gestiva autonomamente le procedure di relazione con la clientela (call center, internet banking, customer relationship management) che la connotavano come banca telematica innovativa sia come modello organizzativo sia per la specializzazione settoriale.

Con l'assemblea del 30 novembre 1999, i soci - oltre a modificare la ragione sociale in Farbanca - deliberarono l'ingresso nel Gruppo CAER capitanato da Carisbo per consentire alla Banca di ottenere un migliore supporto operativo nelle numerose attività affidate ad outsourcer esterni e di ampliare la gamma prodotti. Nel febbraio 2000, CAER costituì il Gruppo Cardine assieme al gruppo guidato dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e Farbanca entrò di conseguenza nel Gruppo Cardine (adottandone ad ottobre 2001 i sistemi informativi e le procedure di back-office).

L'assemblea del 30 novembre 1999 già citata deliberò anche un primo aumento di capitale a 25 miliardi di lire per consentire l'ingresso di altri farmacisti: la base sociale a marzo 2000 raggiunse i 290 soci.

Una seconda operazione sul capitale venne varata ad ottobre 2000, contestualmente alla conversione del capitale in euro (ammontante a 12.900.000 euro); si trattava dell'emissione di un prestito obbligazionario convertibile in 20 milioni di euro il cui relativo collocamento, conclusosi a febbraio 2003, ha consentito l'ingresso di nuovi soci appartenenti alle categorie (farmacisti, medici ed altri soggetti) indicati come destinatari dell'operazione.
Come previsto dal regolamento del prestito obbligazionario, i soci hanno esercitato l'opzione di conversione ad aprile 2004 e ad aprile 2006; conseguentemente al 31/12/2006 il capitale sociale era pari a oltre 28 milioni di euro e contava oltre 500 soci prevalentemente farmacisti.

Arenatosi nel primo semestre 2003 il tentativo della Cassa di Risparmio di Cento di acquisire una partecipazione di controllo nella Banca, l'assemblea del 31 luglio 2003 confermò l'appartenenza di Farbanca al Gruppo Sanpaolo IMI (che nel frattempo aveva portato la partecipazione di Farbanca al 18%), dove la Banca era approdata a seguito dell'acquisizione nel 2002 del Gruppo Cardine da parte del Gruppo SanPaolo IMI.

Per poter usufruire di sistemi informativi e di supporti di back-office più adeguati alle proprie dimensioni e caratteristiche, la Banca adottò ad aprile 2004 gli applicativi di Cedacri ed i servizi bancari di CaRiCento (socia con il 19% della Banca).

Venendo infine agli anni più recenti, a luglio 2007 la Banca Popolare di Vicenza acquista dal Gruppo Intesa Sanpaolo (nato dalla fusione dei gruppi omonimi) e da CaRiCento le loro partecipazioni in Farbanca: la Banca entra pertanto nel Gruppo BPVi. Ad ottobre 2007 Farbanca migra sui sistemi informativi della Capogruppo, che fornisce anche numerosi servizi bancari in outsourcing, avviando la revisione della gamma prodotti e l'integrazione organizzativa nel nuovo Gruppo.

La partecipazione in Farbanca da parte della Banca Popolare di Vicenza - subito portata al 47% - costituisce la prosecuzione di una linea di presenza strategica nel comparto della sanità, confermando anche per il futuro quell'indirizzo strategico - Banca Multicanale focalizzata sul mondo della farmacia e della sanità - che in tutti questi anni, pur nel mutare dei Gruppi bancari di riferimento, ha caratterizzato la Banca.

A conferma della validità del modello di business intrapreso, la Banca ha raggiunto l'utile civilistico con il bilancio chiusosi il 31/12/2002, dopo solo 2 anni e mezzo di attività; dal bilancio al 31/12/2004, coperte tutte le perdite legate alla fase di avviamento, eroga ai soci crescenti dividendi.
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